INDUSTRIA
UN FONT RIVOLUZIONARIO
Progetto grafico e tipografico realizzato
durante gli anni accademici.
Disegnato da Neville Brody nel 1984, l’industria è un sans serif moderno con forme essenziali e condensate. Ha una struttura meccanica basata su tratti rettilinei con angoli esterni arrotondati e contrografismi rettangolari.
Grazie alla sua caratteristica geometria decorativa, l’Industia è un font che si presta principalmente per la grafica di giornali, riviste e intestazioni. La versione “solid” è forte e particolare mentre la versione inline offre un contrasto vibrante. L’Industria è stato progettato originariamente per la rivista “The Face” e pubblicata come font da Linotype nel 1989.
Brody è noto per le sue idee anti- tradizionali.
Di fatto è considerabile “rivoluzionaria” la sua concezione di tipografia in senso estremamente artistico ed espressivo. Un approccio che supera il concetto base di leggibilità. Le caratteristiche valoriali e anatomiche del font sono riconducibili al movimento costruttivista russo.
Il costruttivismo è un movimento culturale nato in Russia nel 1913, di poco precedente alla rivoluzione del 1917, che rifiutava il culto dell’”arte per l’arte” a favore dell’arte come pratica diretta verso scopi sociali. Suggestioni e spunti costruttivisti si ritrovano sporadicamente in altri movimenti artistici dell’epoca e successivi. Il primo manifesto costruttivista, firmato da Rodchenko, risale al 1920. Fu la testimonianza dell’ impegno nella produzione e nella politica presente nel programma del gruppo produttivista.
“Le parole sono le vere armi”
La massima, scritta in Industria Inline, riassume l’ideologia di Neville Brody circa la tipografia. la concezione della parola come “strumento di manipolazione della società” conduce alla maturazione di una coscienza comune che vede il carattere come il vero veicolo di comunicazione.
L’obiettivo è dirigere la gente ad osservare come il messaggio sia scritto piuttosto che soffermarsi semplicemente sull’aspetto semantico. “Coinvolgere la gente piuttosto che dire loro cosa pensare”. Un obiettivo che sposa gli ideali del costruttivismo russo.
La composizione e i colori del poster 100x70 prendono chiaramente spunto dai manifesti dell’omonimo movimento. Le lettere dell’Industria Solid sono caratteristicamente condensate e slanciate e presentano evidenti contrasti tra gli angoli esterni arrotondati e i controformismi rettangolari. Queste condizioni hanno agevolato la costruzione delle figure che compongono il visual. “F” e “t” per gli aerei; “Q” e apostrofi per comporre le bombe sganciate su un agglomerato cittadino “industrializzato” composto da altre lettere e glifi. L’immagine mira ad evocare la tensione della guerra e in particolare della Rivoluzione Russa. Ma questa volta niente armi, solo parole.



